Chiatta

E’ una chiatta per il trasporto merci varie, affondata nel porto di Genova, successivamente fatta riemergere e rimossa per essere riaffondata fuori la diga foranea lontano dalle rotte delle navi commerciali.   Ad oggi rappresenta un habitat artificiale normalmente frequentato da saraghi, salpe, castagnole; spesso anche da polpi, gronchi, aragoste.  Recentemente vi è stata avvistata anche una rana pescatrice, a 10 m.

Il sito, nonostante la prossimità con il porto commerciale, da questo separato solo dalla fondazione della diga, pur non avendo una biodiversità eccezionale offre comunque anemoni, stelle marine e piccole gorgonie distribuite tra lo spigolo della diga foranea, gli scogli e alcuni relitti minori più a Sud.
Il sito rappresenta una valida alternativa quando altri siti non sono facilmente praticabili per le condizioni meteomarine.
Le casse in parte visitabili o osservabili con l’ausilio di una torcia offrono un riparo per le specie stanziali; le bitte d’ormeggio offrono appiglio e soggetto fotografico; tra i vari boccaporti e aperture a ponte, la chiatta offre la possibilità di una breve penetrazione lungo un corridoio sull’asse NNO-SSE tra le casse. Le condizioni di visibilità sono generalmente discrete per la maggior parte dell’anno, salvo mare mosso e/o vento dal quadrante NO.
Il sito si presta perfettamente alle immersioni notturne.

La “Chiatta” è altresì apprezzata e largamente adoperata come sito didattico, essendo caratterizzata dalla vicinanza, dal basso fondale (max 15 mt.) e dal ridosso. Dispone di 2 cime d’ormeggio. Il relitto è adagiato su un fondale medio di circa 15 metri, inclinato sull’asse ENE-OSO e digradante da -6 m. a -12 m., circoscritto sui lati O, N e E da scogli e blocchi prefabbricati. Il pianoro che ne risulta è perfetto come palestra per gli esercizi di acqua libera dei corsi “Open” / 1° Livello così come per gli esercizi dei corsi “Rescue” e tecnici.