Genova, 07/01/2026

Convocazione Assemblea Ordinaria

A seguito di delibera del Consiglio Direttivo tenutosi in data 7 gennaio 2026, si invitano tutti i Soci a partecipare all’Assemblea Ordinaria che si terrà in prima convocazione il giorno 19 gennaio alle ore 13 presso la sede legale sita in Via delle Gavette 52/4  e  in mancanza del numero legale, in seconda convocazione, il giorno 20 gennaio 2026  alle ore 19 presso la sede operativa sita in Marina Fiera, per deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO

  • relazione e approvazione del rendiconto economico finanziario anno 2025
  • adeguamento costi immersioni e corsi
  • attività sociali
  • varie ed eventuali

Considerata l’importanza dell’Assemblea si raccomanda a tutti i Soci di intervenire personalmente.  Chi fosse impossibilitato a partecipare può delegare altro Socio (purché questi sia in regola con la quota associativa) mediante delega scritta. All’uopo  si può usare la sezione in calce alla presente convocazione,  debitamente compilata e firmata. La documentazione contabile sarà a disposizione dei soci rinnovati nel corso dell’assemblea.  Possono votare i soli Soci in regola con il versamento di tutte le quote associative e si invitano i Soci che ancora non abbiano provveduto, a versare le quote mancanti.

NOTA: Per motivi di capienza si chiede a tutti i SOCI  di CONFERMARE la PARTECIPAZIONE per valutare la fattibilità dell’Assemblea ovvero l’opportunità di svolgerla in altro luogo o tempo o con altre modalità.

Il Presidente

Cristina Levati

DELEGA

Io, sottoscritto/a Sig./ra ________________________________ socio/a della A.S.D. “Punto! Diving & friends”

delego il Socio della A.S.D. Punto! Diving & Friends,

Sig./ra _________________________________________ a rappresentarmi nell’assemblea ordinaria dei Soci indetta per il giorno 19 gennaio/ 20 gennaio  ratificando sin d’ora tutte le decisioni che prenderà in mia vece per i punti menzionati nel suddetto O.d.G.

 

Nome e Cognome________________________________Firma _____________________________________

 scarica la convocazione tramite link

Sotto la superficie dell’acqua, il mondo appare molto diverso da come lo conosciamo. I colori, che in superficie percepiamo vividi e brillanti, iniziano a svanire man mano che ci si immerge in profondità. Come mostrato chiaramente nel video, le tinte calde svaniscono quasi subito mentre quelle fredde resistono più a lungo. Questo fenomeno è dovuto all’assorbimento selettivo della luce da parte dell’acqua, che filtra le diverse lunghezze d’onda appartenenti ai vari colori in base alla loro energia.

I primi a scomparire sono i colori caldi, caratterizzati da un’energia più bassa rispetto a quelli freddi. Il rosso, ad esempio, viene assorbito già nei primi 5-10 metri mentre il verde e il blu riescono a penetrare più a fondo, rendendo l’ambiente sottomarino e poco illuminato dominato da queste tonalità fredde. Questo per via delle diverse lunghezze d’onda: il rosso è compresa tra 625–740 nm, il blu tra 450–485 nm.

L’effetto ha importanti implicazioni per la fotografia subacquea e soprattutto per la vita marina. Molti organismi, infatti, si sono adattati a queste condizioni sviluppando colori, forme e strategie di mimetismo che sfruttano la limitata visibilità dei colori a determinate profondità.

 

Fonte: “Light and Color in the Deep Sea”, NOAA Ocean Exploration

 

Quali sono le meduse velenose e urticanti nel Mediterraneo?

Molte meduse dei nostri mari non sono pericolose, e provocano solo un lieve fastidio che si esaurisce nel breve termine; ma ci sono anche alcune specie il cui “pizzico” risulta assai doloroso. È importante saper riconoscere le meduse presenti nel nostro mar Mediterraneo, anche per sapere come intervenire in caso di contatto di queste ultime.

Siamo in piena estate e le spiagge sono piene di turisti e bagnanti, ma le acque si sono riempite più del solito di meduse, anche a causa del cambiamento climatico. In effetti in Italia, come in tutto il Mediterraneo, le meduse sono in aumento. Nei nostri mari esistono meduse urticanti o velenose, ma anche specie innocue. Vediamo insieme quali sono nel dettaglio, quali caratteristiche hanno e cosa fanno.

Specie urticanti nel Mediterraneo

Esistono specie urticanti anche nel nostro mare, ma fortunatamente quasi nulla che raggiunga casi di tossicità estrema. Infatti, allo stato attuale, solo la Caravella Portoghese (Physalia physalis), che è presente da poco e comunque sporadicamente nel Mediterraneo, può vantare di essere estremamente urticante anche parecchi giorni dopo la sua morte e addirittura di poter portare al decesso di chi la tocca (un solo caso nel nostro mare, in Sardegna nel 2010). Non è una vera e propria medusa, ma viene scambiata per tale molto spesso.

Le specie di meduse urticanti del nostro mare sono: la Medusa Quadrifoglio (Aurelia aurita), la Medusa Luminosa (Pelagia noctiluca), la Medusa Cassiopea (Cassiopea andromeda), la Medusa Nomade (Rhopilema nomadica), la Medusa Bruna (Chrysaora hysoscella), la Medusa Cavolfiore (Drymonema dalmatinum) e la Madusa Scatola (Carybdea marsupialis).

La Medusa Quadrifoglio è molto presente nei nostri mari, e un incontro con questa specie è facilmente probabile. Provoca dermatite e prurito. Viene chiamata così perché possiede i propri organi riproduttivi a forma di quadrifoglio e sono visibili dall’ombrella.

La Medusa Luminosa si chiama così perché è in grado di illuminarsi di verde durante le ore notturne, malgrado di giorno sia rosso/violacea. Le sue punture sono più che altro ustioni molto molto dolorose; pericolosa perché estremamente urticante e molto diffusa.

La Medusa Cassiopea vive a “testa in giù” sui fondali sabbiosi e utilizza i suoi tentacoli vibranti verso l’alto, per catturare prede. Proprio per questa sua natura, è difficile essere punti, ma se questo evento sfortunato dovesse capitare le conseguenze sarebbero: gonfiore, prurito forte, eruzioni cutanee e vomito.

Medusa Nomade (Rhopilema nomadica). Credit: בלה גליל via Wikimedia Commons

La Medusa Nomade è bianca/bluastra ed è molto urticante. È una delle specie aliene, cioè non tipicamente del Mediterraneo, che è arrivata nei nostri mari tramite l’uomo, ed è rimasta favorita dai cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature.

La Medusa Bruna viene chiamata così per le sue macchie marroni sull’ombrella. Spesso provoca dermatiti (più che ustioni) o bolle.

La Medusa Cavolfiore viene chiamata così per la sua forma che ricorda un pò questo ortaggio. È davvero grandissima, anche se non è la più grande del mondo, e può arrivare al metro di diametro. Tato tossica quanto rara da incontrare.

La Medusa Scatola si chiama così perché è una Cubomedusa. Le cubomeduse sono generalmenete estremamente pericolose, e questa non fa eccezione; difatti, il suo veleno può provocare shock anafilattico.

 

Specie innocue nel Mediterraneo

Non esistono solo meduse pericolose ed urticanti. Il nostro mare, infatti, ospita soprattutto dei bellissimi esemplari di meduse per lo più innocue: la Hydroidolina (Olindias formosa), il Polmone di Mare (Rhizostoma pulmo) e la Cassiopea Mediterranea (Cotylorhiza Tuberculata). Queste specie non sono urticanti (o lo sono comunque molto poco nei soggetti più sensibili) e generalmente, se le si sfiorano, si prova solamente un leggero prurito, che si risolve da solo e in poco tempo.

Hydroidolina (Olindias formosa)

Polmone di Mare (Rhizostoma pulmo)

Cassiopea Mediterranea (Cotylorhiza Tuberculata)

 

FONTE

https://www.geopop.it/

Carissimi socie e soci,

Eccoci qui nuovamente, dopo i recenti cambiamenti logistici che hanno interessato la nostra sede operativa nella Marina Fiera di Genova e ci hanno tenuto occupati in questi mesi, per informarvi di una importante iniziativa, di cui abbiamo appena ricevuto notizia dal Comitato Regionale CONI Liguria.
Cito dal messaggio originale:

[…] L’Assessore allo Sport di Regione Liguria, Avvocato Simona Ferro, ha voluto fortemente la riapertura del Bando “Dote Sport” per poter aiutare un maggior numero di soggetti.
Il contributo è rivolto alle famiglie in particolari condizioni di disagio economico residenti in Liguria e con figli di età compresa fra i 5 e i 17 anni che hanno diritto a richiedere un ristoro delle spese relative all’iscrizione e/o frequenza ad attività sportive per un importo massimo di euro 200,00.
Il bando, sempre gestito da Filse, avrà durata a partire da lunedì 9 maggio sino a venerdì 17 giugno 2022 e sarà rivolto alle famiglie con ISEE non superiore a € 20.000,00.

Per maggiori informazioni visitate il sito di FILSE al seguente link:
https://www.filse.it/servizi/agevolazioni/publiccompetition/233-avviso-pubblico-rivolto-alle-famiglie-residenti-in-liguria-per-contributi-finalizzati-allo-svolgimento-di-attività-sportive-dei-figli-minori-in-liguria-seconda-edizione.html?view=publiccompetition&id=233:avviso-pubblico-rivolto-alle-famiglie-residenti-in-liguria-per-contributi-finalizzati-allo-svolgimento-di-attività-sportive-dei-figli-minori-in-liguria-seconda-edizione

Ritengo si tratti di una bella iniziativa e che il contributo possa favorire la pratica del nostro sport preferito – imparare e continuare a immergersi nel nostro mare – da parte di molti ragazzi, soprattutto dopo questi 2 anni passati tra lunghe fasi di isolamento e alienazione.

Verificate se potete accedere al beneficio!

Un caro saluto
Il vostro presidente

Ciao a tutti!
Vi propongo l’articolo di Marco Daturi pubblicato sul sito scubaportal.it
Anche su questo argomento si possono fare un po di riflessioni…

Buona lettura!

Più di 200 incidenti subacquei del 2018

Come spesso accade in caso di incidenti si leggono su alcuni media tradizionali notizie che tendono a ricercare lo scoop più che ad analizzare oggettivamente i fatti. Di fatto di pochissimi incidenti fatali si hanno notizie complete per poter approfondire l’argomento e anche nella nostra community ci si limita per lo più ad esprimere le condoglianze a parenti e amici della vittima. Dietro al rispetto per queste tragedie ci sono però spesso situazioni che probabilmente potrebbero insegnare qualcosa ad altri, per evitare la stessa situazione.

E’ giusto parlare degli incidenti subacquei?

Credo che sia sempre utile farlo quando si ha qualcosa da dire altrimenti è sempre meglio leggere e meditare. Non è necessario conoscere le vittime dell’incidente ma bastano le casistiche, le dinamiche, per poter avere dei casi di studio.

Un lavoro interessante è stato recentemente pubblicato dal BSAC, The British Sub-Aqua Club che ha riportato e analizzato oltre 200 incidenti accaduti in Inghilterra (link). Nell’analisi sono presenti incidenti di tutti i tipi, da casuali non gravi a fatali, legati a problemi dell’attrezzatura piuttosto che di risalita o tecnica.

incidenti-sub

Un esempio di incidente registrato a settembre 2018

Una sub si stava immergendo con altri 2 compagni. Durante la risalita da 9 m gli altri due sub si sono accorti della sua assenza. Dopo una breve ricerca hanno trovato la sub e l’hanno riportata in superficie dove le hanno gonfiato il gav e la stagna. Cominciata la respirazione hanno chiamato i soccorsi che le hanno somministrato ossigeno e l’hanno portata in ospedale. La subacquea non ce l’ha fatta.

Alcune informazioni emerse sugli ultimi incidenti subacquei riportati

Il primo elemento da considerare è la profondità delle immersioni: il maggior numero di incidenti è stato registrato in superficie e solo una quantità marginale oltre i 40 metri di profondità. Le cause di questi incidenti in superficie sono stati problemi già presenti fuori dall’acqua, barche o sub dispersi.

Alcuni dati sugli ultimi incidenti subacquei mortali?

  • L’età media dei sub coinvolti nel 2018 è di 56 anni (3 avevano più di 70 anni)
  • In 15 casi i sub hanno perso conoscenza sott’acqua
  • In un paio di casi le vittime avevano una condizione sanitaria non idonea alle immersioni.

In 5 casi i sub erano in immersione da soli mentre in 6 casi si sono persi durante l’immersione.

Quali sono state cause relative ad problemi di risalita troppo rapida?

Nell’82% panico, 73% mancanza di controllo dell’assetto, 36% problemi con l’attrezzatura, 27%  fine dell’aria/gas, 17% problemi di pesata

Fonte: scubaportal.it
Per leggere l’articolo direttamente dal sito dove e’ stato pubblicato cliccate qui